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50 shades of: BUONI PROPOSITI

L’anno è iniziato all’insegna degli imprevisti, tanto per fare una cosa nuova. Capodanno con pronto soccorso (non per me, e niente di grave) e sorpresa finale con vetro della macchina sfondato. L’unica cosa che mi sento di dire a riguardo è:

TU!!!! CHE MI HAI SCASSATO IL VETRO DELLA MACCHINA!!

Ti aspetta un’anno intenso all’insegna degli autovelox!!!!

 

Detto questo, che proprio mi usciva dal cuore e non potevo più tenermelo…. passiamo oltre.

Da qualche anno a questa parte, la faccenda dei buoni propositi che sta tanto sulle balle a tutti (anche se alla fine ce cascano tutti ugualmente)… a me così tanto sulle balle non sta più. La trovavo un’usanza deprimente, ma poi ho capito che il trucco è scegliere molto accuratamente. Serve guardare dentro e cercare di capire qual è la lezione che è giunto il momento di imparare. Ovviamente non valgono gli evergreen come “sono troppo buona devo imparare ad essere più stronza” e affini, perchè sono luoghi comuni di una banalità biblica che non significano niente. Non vale nemmeno la dieta, perchè se non capisci per quale motivo fra fognitudine e senso della misura per salvaguardare la salute vince sempre la fognitudine, stare a dieta non avrà il minimo senso e tornerai uguale a prima.

Per quel che mi riguarda, i buoni propositi per questo 2017 appena iniziato col botto si possono riassumere con due parole chiave: PRECISIONE e HAKUNA MATATA.

– PRECISIONE –
Non nel senso di puntigliosità nel fare le cose, di quella ne ho pure troppa in dotazione… non a caso, sono famosa per il mio “questo bianco non è abbastanza bianco”. Intendo precisione degli intenti e nell’identificare i miei stati d’animo. Che a pensarci, non è mica una cosa facile come sembra: devi capire bene che diamine ti passa per la testa, devi fare ordine, devi essere testona ed inflessibile e non permetterti distrazioni dal visualizzare bene nella tua mente quale deve essere la prossima tappa o cosa stai sentendo. E’ una cosa che, troppo presa dall’improvvisazione all’interno dell’ennesimo casino da fronteggiare, non pratico da moltissimo tempo. E’ ora di re-imparare. Più riuscirò ad essere precisa, più facilmente saprò dove andare.

– HAKUNA MATATA –
Questa sarà una bella sfida….
Spesso la mia voglia di comunicare viene letteralmente rasa al suolo. Capita quando, per esempio, devo diventare cretina per farmi capire ed alla fine scopro che il problema non era riuscire a capirmi ma VOLERMI capire. Quando chi ho di fronte vuole solo lagnarsi ed ignorare tutto ciò che non corrisponda alla prospettiva “lagna”. Quando mi ostino a perseguire una strada, e poi mi guardo intorno e domandandmi chi diavolo me lo fa fare. Quando mi imbatto in quella fetta di popolazione che deve per forza essere sempre nel mezzo a costo di millantare di essere qualcosa che non è, o quando per secoli una persona sostiene di credere in una cosa, e poi la vedo fare l’opposto esatto con una serie di alibi in tasca sempre pronti per raccontarmi e raccontarsi che si, per gli altri vale sempre quel principio, ma stavolta è diverso. E’ sempre diverso. E via discorrendo… gli esempi potrebbero essere infiniti.
Quando vedo queste cose, e soprattutto quando mi ci scontro oltre a vederle, la mia voglia di comunicare fa armi e bagagli ed emigra ad Ibiza. Solo lei, purtroppo.. magari mi ci portasse pure a me. Comunque…. ciancio alle bande, Ibiza a parte. Dovrei cacciarmi in questa zucca dura che ognuno è libero di portare avanti la propria vita come vuole, in tutto e per tutto. Coerenza ed incoerenza compresa. E quindi HAKUNA MATATA, nessun problema, poichè non è un problema mio in nessuna maniera. Devo imparare a continuare a rompere le balle al prossimo ugualmente. O, in alternativa, seguire la mia voglia di comunicare fino ad Ibiza.

 

Buon anno a tutti!!

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