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50 shades of: amiche a trent’anni

Mi è passato sotto al naso un blog da huffingtonpost.it in cui si parlava di com’è avere amiche a trent’anni. L’ho letto attentamente, soffermandomi su ogni minimo dettaglio. Ho letto di come, secondo l’autrice, si vive un’amicizia a trent’anni destreggiandosi fra matrimonio, figli e lavoro, cosa cambia quando si esce insieme, le abitudini, la fiducia…. leggendolo sono giunta ad una conclusione: o non ho mai compiuto trent’anni ed in realtà ne ho dodici, o qui c’è qualquadra che proprio non mi cosa. Ci sono alcuni punti in particolare che proprio non comprendo….

 

amiche a trent'anni

 

1- A trent’anni si fanno le stesse cose che si facevano a vent’anni, ma con più ostacoli. Le amiche ce le siamo scelte da un pezzo. Si esce solo presto, e per organizzare un aperitivo di mezz’ora ci si impiega una mesata.
A vent’anni frequentavamo tutte l’università, le eccezioni erano poche. Avevamo fiducia, anche se era complicata la vita da studente… personalmente parlando, poi, era un vero inferno taciuto a quasi tutti. Ci dividevamo fra ore di studio, ore in viaggio e ritagli di tempo con i rispettivi fidanzati. Ma lo facevamo con la profonda sicurezza che hanno le persone che sognano e sanno che stanno facendo la cosa giusta, in qualche modo. Sicurezze schiantate sul muro dei trent’anni, sulla crisi economica, sui problemi, su una vita che non è andata secondo le previsioni nemmeno per un minuto e nemmeno per caso. Non facciamo la fatica di organizzare aperitivi di mezz’ora perchè una vera amica merita più delle briciole, e quando non ci sono centinaia di chilometri di mezzo si cerca di dedicare più tempo possibile all’amicizia. Ed anche perchè con le amiche, a seconda del lavoro che fanno, si esce di notte quando l’orario per l’aperitivo è passato da un pezzo e di aperto ci sono solo i forni. Le amiche che sono rimaste dai vent’anni sono poche e continuiamo a prendere sonore inc….e anche da quelle di vecchia data, perchè crescendo si cambia ma a volte capita che il cambiamento dell’una prenda strade lontanissime dal cambiamento dell’altra, ed un giorno ci si svegli domandandosi chi diamine sia quella persona che ti sei tenuta vicino per un’era geologica.

2- A trent’anni non ci si veste più tutte uguali, gli uomini sono tutti sposati-divorziati-separati e comunque allergici ai legami esattamente come a vent’anni. Gli unici problemi estetici che ci si pone sono le prime rughe, i primi capelli bianchi e la cellulite mentre a vent’anni nemmeno ti struccavi prima di andare a letto quando rientravi alle quattro.
Noi non ci vestivamo tutte uguali nemmeno a quindici anni. Fortunatamente provengo dai banchi dell’istituto d’arte, dove ogni singolo iscritto non si fa passare per l’anticamera del cervello di iscriversi se non ha una forte personalità di suo, nascosta da qualche parte… sai, l’istituto d’arte è “la scuola dei drogati nullafacenti”. Per cui non ce ne fregava niente di vestirci come gli altri, se quel modo non ci apparteneva. I problemi estetici che ci poniamo più che altro sono relativi al fatto che non si trova un vestito decente nemmeno a mettersi a piangere. Gli uomini a vent’anni non erano particolarmente allergici ai legami. C’erano quelli che sperimentavano e quelli che si innamoravano e allora si lanciavano anima e corpo nella loro storia, al pari delle ragazze. A trent’anni (o anche più) semplicemente hanno preso qualche batosta più o meno gigaenorme, e più che allergici sono spaventati, anche se nove volte su dieci giocano a fare gli spavaldi, quelli che si conoscono alla perfezione ed hanno tutto perfettamente sotto controllo. Esattamente al pari delle donne. Pretendiamo tutti dimostrazioni megagalattiche che ci autorizzino a lasciarci andare, chi più chi meno. Ci studiamo come gli animali selvatici, a distanza, ed alla fine non ci lasciamo andare mai e restiamo soli.
E comunque, alla sera ci strucchiamo perchè Clio ci ha spiegato che dobbiamo farlo. Quindi, se siamo coscienti prima di andare a dormire, facciamo le brave e ci strucchiamo per dare un senso alle ore spese su youtube.

3- Le amiche a trent’anni conoscono tutti i tuoi punti deboli e ti stanno vicino senza fartene una colpa.
No. Quelle non sono le amiche a trent’anni. Quelle sono le amiche empatiche, è un’altra cosa. Puoi esserlo a vent’anni, così come puoi essere totalmente ottusa a trenta. Così come puoi fare la spola fra i due estremi a seconda del momento che stai attraversando nella tua vita: perchè a trent’anni siamo talmente piene di incertezze sul domani, sull’oggi, sul ieri e sul fra-un-quarto-d’ora che certe volte le energie per farti carico delle debolezze degli altri non riesci a metterle più. E forse, a trent’anni, inizi a pensare che non è nemmeno giusto né utile che debba mettercele tu.

4- Le amiche a trent’anni sono donne consapevoli di loro stesse.
Palla spaziale! Le donne consapevoli di loro stesse a trent’anni sono una piccola classe privilegiata. Sono una minoranza da proteggere come i panda. Le donne a trent’anni sono confuse, guardano le amiche sposarsi e fare figli e si sentono inadatte perchè sono sole, o perchè un figlio nemmeno lo vogliono. Poi guardano le ragazze più giovani e si sentono di nuovo inadatte, perchè non possono mica comportarsi con così tanta leggerezza… anche se nessuna saprebbe dire chi ha stabilito questa regola. Sono nel mezzo come il giovedì, insomma. Si sentono impotenti sulla propria vita perchè vivono freneticamente dividendosi fra mille ruoli di una vita che non somiglia affatto alla loro indole più profonda. Non sanno dove andare, perchè quando ci hanno provato a vent’anni a guidare le loro sorti, non ha funzionato poi tanto. Le donne a trent’anni non hanno la più pallida idea di cosa significhi essere una donna, lo identificano con un ruolo (moglie, madre o quel che è) ma si sentono comunque inquiete perchè in fondo al loro cuore sanno che non è un ruolo a definirle. Solo che non gliel’ha spiegato nessuno. E devono inventarsi donne da sole.

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