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Anarchia Intellettuale

Per l’ennesima volta davanti ad un foglio virtuale bianco immacolato con la ferma volontà di dire settecento cose e la totale incapacità di riuscire a farlo. Non so a quanti di voi incauti visitatori del mio blog sia mai capitato di  sperimentare la totale Anarchia Intellettuale. Che detta così sembra quasi una cosa figa, ma in realtà è na piaga…

Dicesi (da me stessa medesima) Anarchia Intellettuale quella condizione in cui il cervello elabora ragionamenti, idee, lampi di genio e quant’altro a vagonate e, al momento di esprimere in maniera costruttiva e soprattutto umanamente comprensibile cotanto ingegno, il treno deraglia proprio in corrispondenza dell’uscita dal tunnel sparpagliando ogni cosa ed incastrandola a destra e a manca formando un tappo che impedisce ad ogni cosa di prendere forma. Tipo così:

ingorgo
E’ un po’ come quando ti si intasa il lavandino e non fluisce tutto correttamente. Poco poetica come metafora ma rende l’idea. Ma in fondo, l’ho sempre detto che io sto alla poesia come Fedez al canto lirico. Proprio non è roba per me.

Io vivo in balia di questo disturbo di Genialità Incontrollata. Perchè comunque, per poter concepire una quantità di pensieri tale da mandare in tilt il sistema in quattro secondi netti serve della genialità. Questo penso non sia in discussione, no? Dicevo…. vivo perennemente in balia di questa disfunzione superipermegafunzionale. Ho provato di tutto: liste ordinate di cose da fare, impormi di fare una cosa per volta, autoconvincermi che il resto del mondo non esiste ed è solo frutto della mia fantasia, ma niente fa fare: più tento di impormi una disciplina per regolare il traffico, più mi si ingarbuglia tutto. E non so come fare a farcela.

Finora ho sempre avuto la ferma convinzione di essere una persona incostante, per questo. Ma poi ho pensato che invece su certe cose ho una costanza al limite del folle. Ok, forse sono un po’ folle. Però comunque questo smentisce la teoria sull’incostanza. Folle come uno possa avere convinzioni totalmente errate su se stesso, no?? Il problema è che questa indigestione di attività cerebrale tutta insieme mi porta a rimanere in folle. Non nel senso di pazza. Come il cambio della macchina, dico… stai in folle, non vai avanti più. Va bene, c’è un po’ troppa follitudine in questo post.

Si accettano suggerimenti, terapie, raduni di Geniacci Anonimi, qualsiasi cosa. Sapete dove trovarmi.

(Comunque si, lo so: esistono parole in questo post che l’Accademia della Crusca non concepisce. E’ un altro sintomo.)

 

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