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“Non lasciamo che sembri facile”

“Non lasciamo che sembri facile volare e cadere, rialzarsi e gridare, fermarsi per non soffocare”

Non lasciamo che sembri facile!!!

 

Tante volte ho lasciato che sembrasse facile volare cadere rialzarsi e poi gridare. Fermarsi per non soffocare no, ma solo perchè non mi ero mai fermata, prima. Nel regno del “non ci si DEVE mai fermare”, è una bestemmia. Se ti fermi, sei fuori. Viene il momento, però, in cui o ti fermi o muori. Non fisicamente, s’intende: muori dentro. Ti si secca l’anima. Diventi arida. Ed a quel punto non ce n’è più.

Ho lasciato sembrasse facile a me per prima. E’ naturale, mi dicevo: passi per momenti bui, come tutti. Ti riprendi, come tutti. E’ normale. NO!!!  NON E’ NORMALE. Guardati attorno. Guarda quanta gente finge di riprendersi ed in realtà non si riprende mai, resta inchiodata alle proprie paure che “come spine nel profondo (mi) avvelenano“. E prendi una marea di decisioni che magari in apparenza sono anche valide. Logiche. Sensate. Perfette. Ma non ti appartengono. Sono di un’altra vita, sono un’altra cosa, con te non c’entrano niente di niente e quindi non vivi bene. E’ impossibile.

Occorre fermarsi, dicevo. Immergersi dentro ogni dolore fin sopra la testa e “affogare prima di ricominciare ancora“. Perchè in fondo è l’unica maniera per ricominciare sul serio, imparando qualcosa. Se non lo fai, resti sospeso sott’acqua e non trovi niente su cui darti la spinta con i piedi per risalire. E soffochi. Soffochi per davvero.

Fortunatamente, mi sono fermata. Sono andata in fondo, e lo so solo io quanto sono andata giù, a frugare sul fondale, a riscoprire, ripercorre, capire, osservare, sentire. SENTIRE. Mi sembra di non aver mai sentito, prima. E non voglio più permettermi di pensare che sia facile, che sia normale. Mi sono fatta un c**o grande come il mondo per poterlo fare. E per quanto mi sia sganciata ulteriormente dall’opinione che gli altri hanno di me, se qualcuno oserà sminuire questo in mia presenza lo farò a fette, per onorare la fatica fatta nel prendere i pensieri e farli in frantumi.

Ora non resta che stringere un patto con le “paure che hai già superato, in fondo“. E far nascere i sogni dai miei pensieri in frantumi. “Contro ogni avversità SONO ANCORA QUA.

 


(Ho passato tutto il post a citare sempre la stessa penna: Andrea Vetralla degli Studio 3. Ed è stato totalmente involontario. Ma è un buon indizio sul motivo per cui quella penna mi piace così tanto!)


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