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Oggi Sposi!

Una quantità indefinita di confetti mi scruta da sopra la mensola della mia camera, manco fossero aggeggi vivi anche se, stando al “mangiamiiiii mangiamiiiiii” che il mio cervello spergiura di captare nell’aere, il dubbio che in realtà questi confetti siano posseduti mi sta sorgendo. Io cerco di fare del mio meglio per non rispondere al richiamo, ricorrendo persino alla balla spaziale che credo di aver imparato alle scuole materne: “Se mangi un dolce dopo aver lavato i denti, poi i denti ti diventano neri e ti cadono!”. Già sapevano di dover porre limite alla mia fognitudine. Spero che questo pensiero faccia leva sulla mia poca predisposizione a salutare il mio trentunesimo compleanno da sdentata e mi tenga lontana dalla mensola… che già ho spazzolato l’inverosimile negli ultimi tempi e rischio di costringere uomini normali a ballare il tango con una fanciulla formato omino Michelin, di sto passo.

Io e la mia compagna di avventure itineranti in giro per la nazione siamo reduci da una combo matrimoniale di tutto rispetto: due carissime amiche sono convolate a nozze in aprile, abbiamo aperto il mese festeggiando gli sposi a Napoli e l’abbiamo chiuso festeggiando gli sposi a Milano. Abbiamo aspettato gli eventi insieme per un anno, contando i giorni con le spose, assistendo alle loro ansie ed alle loro crisi da preparativo selvaggio… mi sembra logico, quindi, parlare nello stesso luogo virtuale dei loro matrimoni.

Tanto per cominciare, ogni altrui previsione su cosa avrei potuto trovare al nord e cosa invece mi aspettava al sud, è stata bellamente distrutta dalla realtà.
– La durata: umana in entrambi i casi. Niente feste che durano giornate intere!
– Il clima: “A Milano vedrai che saranno tutti precisini, seri”…. si, certo. Perchè non hai visto la rappresentazione teatrale dell’amore degli sposi con tanto di fatina Kevin a risolvere tutto. Si, lo so: Kevin non è un nome da fatina. E’ una storia molto lunga.
– I mezzi: “Oddio devi raggiungere il paese?? Ma in Campania regna l’anarchia!” Si, la circumvesuviana è un trauma e non mi sono ancora ripresa. Ma hai mai provato Bologna Centrale quando va in tilt il sistema di indicazioni? Hai mai provato Milano Centrale tenendo un’andatura tranquilla mentre tutto ciò che ha respirato aria milanese più di te si muove stile Beep Beep?
– Il meteo: previsioni catastrofiche. Ma se io e la mia compagna di viaggio ci riuniamo, spunta il sole ed il caldo ovunque. 26 gradi a dicembre, abbiam fatto. VENTISEI. A dicembre. Non so se rendo l’idea.

Al di là di imprevisti di viaggio ed aspettative, comunque, è successo che per una volta… anzi, due… assistere ad un matrimonio non mi ha fatto sentire una marziana. Con i “finchè morte non vi separi” ho seri problemi tecnici: vorrei ma non ci credo. La mia visione del matrimonio non è rosea, per un miliardo di motivazioni che sarebbe troppo lungo e deprimente elencare. Fino a poco tempo fa, festeggiare qualcosa che la mia mente recepisce come l’inizio dell’essere soli con una determinata routine vita natural durante, mi riusciva complesso. Non capivo, semplicemente. Nel frattempo la mia visione della coppia è cambiata: grazie al cielo ho avuto modo di vedere con i miei occhi qualche coppia in cui lui e lei sono veramente una coppia, fra cui anche quelle  delle mie amiche da poco diventate mogli. Ho visto le loro storie nascere, anche se a distanza. Le ho viste crescere. E vederle concretizzarsi davanti ad un altare mi ha portata a riflettere su cosa voglio io da una storia… cosa che francamente non mi domando dall’era dello stegosauro: quello che voglio è riassumibile nella parola COMPAGNO. Voglio poter litigare, parlare, recuperare, portare avanti, crescere, proteggere. Voglio che per qualcuno valga la pena non nascondermi emozione pensando che siamo insieme. Voglio che resti, che fra mettersi in gioco e correre il rischio di perdermi non abbia nessun dubbio su cosa scegliere e si metta in discussione insieme a me, a prescindere dal fatto che poi a na certa ci si sposi o meno.

Le mie amiche sono felici e sono felice per loro. Io ho guadagnato qualche punto fermo in più, un fidanzamento fittizio su facebook, un paio di viaggi… la fiducia che può essere possibile. E le minacce di morte della mia compare se non mi decido a scrivere un libro.

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